Marco Testi su “Ciancavino e Bacherozzi” di Pasquale Maffeo

“Ciancavino e Bacherozzi” di Pasquale Maffeo. Il vecchio, il prete e i gatti di Trastevere

Recensione di Marco Testi – SIR (Servizio Informazione Religiosa)


maffeo-ciancavino-copertina-per-isbnNel romanzo di Maffeo una Roma popolare in cui s’intrecciano fede e modernità “Don Sergio gli posò una mano sulla spalla: „La mia idea è che ogni mattina, se verrai da noi, scoprirai quanto vale la tua bella persona‟. „Questo lo so da un pezzo‟”. Pasquale Maffeo è nato dalle parti di Paestum, dove l‟esser campano si mescola con la grecità, e quindi con la matrice stessa della nostra arcaica italicità. Se si mette nel conto che è uno dei più importanti scrittori cristiani in circolazione, allora si avrà un‟idea di quanto le radici del suo messaggio peschino in profondità. Stavolta Maffeo sceglie Roma, una Roma popolana e sbruffona, dove si aggirano vecchi che non hanno intenzione di cedere le armi, ragazzacci un po‟ ingenui, preti che senza parere diventano il collante di un quartiere in via di modernizzazione e anche di spersonalizzazione, nonché gatti messi a pensione. Il “Cianca” è una vecchia volpe zoppicante, ma mai rassegnata alla clausura senile, che, alla fine, trova nel prete, visto prima come un nemico acerrimo, l‟ultima speranza di tornare a essere utile dopo la chiusura dell‟ospizio per gatti, a dire il vero decisamente irregolare, che “gestiva” a modo tutto suo. In “Ciancavino & Bacherozzi” (PoetiKanten Edizioni, 106 pagine) Trastevere è un luogo dove si impara che nulla è mai quello che sembra, che la solitudine non è una condanna certa, che i ragazzi –i “Bacherozzi” del titolo- possono essere magari pure portati a “prendere in prestito”, come diceva qualcuno, gli spiccioli del bussolotto, ma che poi solidarizzano con gli anziani in procinto di essere vessati, buttati fuori dalle loro case, borseggiati. Il romanesco di cui è intriso linguisticamente questo “romanzo buffo”, come recita il sottotitolo, è una lingua franca, popolana ma anche borghese, attraversata da sfumature toscaneggianti o “medie”. Anche perché se Verga avesse scritto in dialetto catanese i Malavoglia, probabilmente lo avrebbe letto solo lui. Nulla è scontato, quindi, in questo racconto di solitudini apparenti e di battaglie parolaie in cui ognuno vuole avere l‟ultima, furba, a volte cinica parola. Ma nello stesso tempo tutto viene rovesciato, la giustizia del mondo rivela i suoi lati meno nobili, e quella di Dio si riprende il centro sacrale dal quale la modernità l‟ha buttata fuori pensando di essere all‟avanguardia. In questa modernità, dice Maffeo, i piccoli sono ancora una volta in balìa dei forti, che sono ancora più forti e prepotenti, e non ci fossero inaspettate tracce di una provvidenza che non è mai statica – ed estatica – attesa, non ci sarebbero, nel mondo di una democrazia più virtuale che reale, lieti fini. Molte cose ci suggerisce, con le sue consuete affabilità e noncuranza, Maffeo in questo romanzo: che la determinazione all‟azione dell‟anziano dà fastidio a chi vive la vita sulla scorta delle tabelle anagrafiche ed è abituato a classificare ignorantemente ogni cosa umana secondo il calendario degli anni; che le vie del Signore non finiscono mai e che la “virile” laicità di alcuni deve capitolare di fronte alla varietà della vita, che rovescia i nostri luoghi comuni: “Cianca, uomo che sempre aveva fuggito l‟acqua santa, andò a farsi benedire la lunga vecchiaia in san Terenzio dentro le mura”, perché, come è costretto a dire all‟unico che lo aiuta davvero, “hai messo in riga le cose come vuoi. Si capisce, sei un prete”. Un prete che però gli offre la possibilità di essere ancora utile, di ricominciare un‟ennesima vita, di sparire per rinascere come l‟araba fenice sulla sua vecchia pelle. Alla fine, chiudendo l‟ultima pagina di “Ciancavino & Bacherozzi”, si ha fortissima questa sensazione: non è mai finita. Solo pensare che lo sia è la vera fine. Lasciarsi andare agli altri, saper riconoscere, contro le proprie abitudini, quella che dai Promessi sposi in avanti verrà chiamata Provvidenza, spesso confondendola (a torto) con la rassegnazione, è la salvezza. Che, a vederla bene, è una lettura laicissima, e nello stesso tempo assai religiosa, del mistero del mondo.

Marco Testi

SIR (Servizio Informazione Religiosa)

I poeti delle Marche raccolti in “Convivio in versi”, antologia curata da Lorenzo Spurio

COMUNICATO STAMPA

La casa editrice fiorentina PoetiKanten Edizioni ha dato alle stampe l’opera antologica in due volumi a cura di Lorenzo Spurio vertente sulla poesia marchigiana. Il poeta e critico letterario jesino nei due anni e mezzo di lavoro e studio ha raccolto nell’opera Convivio in versi le esperienze poetiche di un gran numero di intellettuali che, nati o vissuti a stretto contatto con la Regione Marche, hanno prodotto una significativa attività poetica e letteraria. L’opera, divisa in due volumi di cui il primo contenente i poeti in lingua italiana ed il secondo i poeti in dialetto, prende in esame esponenti dell’intera Regione nati a partire dal 1850 sino ad oggi. Nella nota introduttiva Spurio chiarifica l’intento di una operazione editoriale di questo tipo, ben sintetizzato dal sottotitolo stesso dell’opera che recita Mappatura democratica della poesia marchigiana.

Non una selezione ipersofisticata e in qualche maniera viziata ma la voce autentica della nutrita compagine dei poeti della Regione, dunque una “mappatura” democratica che intende dar voce anche a chi ingiustamente nel corso del tempo è stato dimenticato o volutamente tralasciato. Quasi 300 gli inserimenti di poeti all’interno di un’opera che mira a fare il punto sulla situazione poetica in Regione, su quanto l’apporto letterario in chiave lirica di poeti e amanti delle lettere sia diventato negli ultimi decenni sempre più significativo.

Per il suo evidente interesse locale e pregnanza all’interno degli studi di settore sulla poesia regionale l’opera ha ottenuto i Patrocini Morali dei Comuni di Pesaro, Urbino, Fano, Ancona, Senigallia, Jesi, Civitanova Marche, Fermo, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e della Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

Notizia del curatore

cover-vol2Lorenzo Spurio (Jesi, 1985) si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014) e Le acque depresse (2016). Ha curato varie antologie tra cui Risvegli: il pensiero e la coscienza. Tracciati lirici di impegno civile (2015). Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti Ritorno ad Ancona e altre storie (2012), La cucina arancione (2013) e L’opossum nell’armadio (2015). Quale critico si è occupato prevalentemente di letteratura straniera con una serie di saggi in volume sull’autore anglosassone Ian McEwan dedicando altresì uno studio sulla poesia italiana contemporanea: La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (2015). Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», un aperiodico tematico di letteratura al quale collaborano poeti e scrittori da ogni parte d’Italia e con il quale organizza eventi culturali. È Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” di Jesi e Presidente di Giuria nei premi letterari “Città di Fermo” e “Città di Porto Recanati”.

“Pier Paolo Pasolini, il poeta civile delle borgate”, la nuova antologia di PoetiKanten Edizioni

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A breve sarà disponibile l’antologia “Pier Paolo Pasolini.Il poeta civile delle borgate” curato da Michela Zanarella e Lorenzo Spurio, un omaggio a Pasolini a quarant’anni dalla sua morte.
APS Le Ragunanze in collaborazione con Euterpe Rivista Di Letteratura è orgogliosa di questo progetto editoriale, che è stato possibile grazie a PoetiKanten Edizioni, con il patrocinio morale di Roma Capitale (Municipio XII) e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia.
Nell’antologia la cui prefazione è stata curata da Francesca Luzzio, figurano poesie di Mariella Bettarini,Corrado Calabrò, Antonio Spagnuolo, Adalgisa Santucci, Angelo Gallo, Lucia Bonanni, Silvia Famiani, Simone Sanseverinati, Maria Pompea Carrabba, Salvatore Monetti, Maddalena Corigliano, Franca Donà, Pinella Gambino, Nazario Pardini, Oscar Sartarelli, Manuela Iona, Patrizia Pierandrei, Margherita Pizzeghello, Dante Maffia, Serena Maffìa III, Angela Greco AnGre, Candido Meardi, Antonella A. Rizzo,Luciana Raggi, Enza Spagnolo, Michele Paoletti, Maria Chiarello, Silvio Parrello, Michela Zanarella; racconti di Roberto De Luca, Fabio Muccin, Monica Ravalico; articoli e saggi di Francesco Martillotto, Luca Rachetta, Federico Sollazzo, Giuseppe Napolitano, Francesco Paolo Catanzaro, Michele Miano, Carlo Antonio Borghi, Diana Lanternari, Marco Ausili, Francesca Santucci, Lorenzo Spurio,Iuri Lombardi,Giuseppe Lorin. Vi ringraziamo tutti per aver collaborato con i vostri testi.

Per poter leggere i titoli dei vari interventi presenti nella antologia, cliccare qui.


Per ordini e informazioni:

poetikantenedizioni@gmail.com

In uscita “I Grilli del Parnaso”: Spurio, Lombardi, Marcuccio e Carmina uniti per la Poesia

I grilli del Parnaso. Alterne stratificazioni

Autori: Lorenzo Spurio, Iuri Lombardi, Luigi Pio Carmina, Emanuele Marcuccio

Prefazioni: Pina Piccolo, Paolo Ragni, Camillo Palmeri, Susanna Polimanti

Pagine: 192 – Costo 15 €

ISBN:

 

cover grilli parnaso-page-001Sinossi: I grilli del Parnaso contiene quattro sillogi poetiche di quattro autori contemporanei: Lo zoo di Gioele di Iuri Lombardi, Le acque depresse di Lorenzo Spurio, Visione di Emanuele Marcuccio e L’iperbole della vita di Luigi Pio Carmina corredati ciascuno da puntuali note critiche d’introduzione. Ricordando l’Italia di oggi e di ieri, Lombardi mette a nudo i suoi pensieri più profondi e anche quelli fugaci mostrando al lettore miriadi di paesaggi nascosti, di vita propria e altrui. La dimostrazione che con pochi versi si può creare arte pura si ha con Emanuele Marcuccio, il quale ci offre una Visione, quasi a tratti leopardiana e quasi a tratti di un personale classicismo, di ciò che comunemente sottovalutiamo. Tematiche alquanto profonde, toccanti e attuali sono presenti nei componimenti de Le acque depresse di Lorenzo Spurio. I [suoi] versi rincalcano la sofferenza di un uomo cosciente di quanto sia crudele la realtà odierna. Un velo di umorismo e di senso di lotta sono presenti nelle liriche di Luigi Pio Carmina che smaschera i mali del mondo recitando versi che catturano l’attenzione e aprono la mente.